Mais l'important c'est pas la chute, c'est l'atterrissage

Sfrush.

Mia sorella russa e parla nel sonno. Io me la sciroppo fino alle quattro del mattino, mentre leggo Flaubert, Sartre, Balzac. Poi dormo.

con 19 commenti

Mi sono incontrata in un autogrill nei pressi di Firenze qualche estate fa, coi gomiti appoggiati al tavolo mentre bevevo caffè macchiato e gelido e con pupille ronzanti di noia fissavo il reparto dei dolciumi. Ho capito subito che non sarei mai potuta andarmi bene perché bevevo e fumavo troppo e mi facevo deliberatamente del male, e le persone così non si amano e quindi non possono nè amare né essere amate. Le persone viziose sono tristi e difficili. A volte anche capricciose ma non per volontà, devono recitare la loro parte. Mi sono incontrata che era sera tardi, mosche grandi come polpette sbattevano imperturbabili contro le lampade al neon, la cui luce rovesciava l’insolubile dolore del mondo sui miei pensieri asettici. Mi guardavo star seduta ad un tavolo sudicio e tenere stretta a me una borsa, dentro la borsa un libro, in una pagina di quel libro Bukowski diceva che al futuro non si scampa neanche da morti, che nessuno può fare a meno di essere qualcosa, il ragno, la cuoca, l’elefante, la donna, come se fossimo tanti quadri appesi al muro e l’umanità si riducesse ad un’immensa galleria d’arte. Le persone viziose non sono del tutto normali e hanno tempo da perdere leggendo Bukowski e successivamente vaneggiando in riflessioni malsane. Sono incastrate nel loro ruolo di attori, svogliati e indolenti, il copione è uguale per tutti. Ma io allora non sapevo ancora di essere viziosa, e questo mi faceva leggere Kundera senza immedesimarmi del tutto nei personaggi, pensando che il peso dell’essere e l’immortalità non mi riguardassero in alcun modo. Poi ho scoperto di esserlo e così ho iniziato a compatirmi un po’, e forse ad amarmi sempre meno. Ora accendo la tv per guardare la pubblicità e quando entro in chiesa faccio il segno di croce per abitudine. Mi divoro le unghie e fumo il filtro delle sigarette fino a che non si spengono. E quando leggo un libro di Kundera, penso che si stato scritto unicamente per me.

 

 

 
Tutte queste biciclette che sfrecciano, queste moto, queste macchine a cinque porte dove corrono, dove se ne vanno in fretta mentre il sole tramonta e io mi fermo a guardarle? Forse tentano di scappare dal futuro, ma infondo lo sanno che non potranno vincergli neanche nella migliore delle ipotesi, lo sanno di essere perdenti in partenza. E perduti.

Caro Dio, è difficile crederti quando io domando e tu stai zitto, è difficile avere fede nel silenzio.
 

 

Scritto da fata ignorante

giugno 12, 2008 a 11:41

Pubblicato in Uncategorized

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19 Risposte

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  1. sono incantata dalla passione che riesci ad esprimere in tutto ciò che scrivi.
    i miei complimenti, stefania.

    martina

    giugno 12, 2008 alle 12:19

  2. io l’ho detto…
    tu devi fare la scrittice dolcezza mia :)
    anche perchè mi devi dare un lavoro (la manager come prestabilito)
    ti abbraccio piccola odrei
    ci vediamo al tuo bel pigiamino party
    te voglio bene assai proprio assai

    Bettish

    giugno 12, 2008 alle 13:57

  3. Non è tanto che vanno da qualche parte, è che non possono star fermi.
    il futuro è una congiura che ci è stata predetta, e diversi, a misura delle anime, credo siano i riflessi condizionati o i piani di vendetta.

    torno spesso a trovarti, mi sento quasi a casa qui, non capita spesso.
    ciao
    (det2904)

    berenger

    giugno 13, 2008 alle 09:45

  4. marti io ti ringrazio -chè ricevere questi complimenti da un’accanita fan di Sartre come me è sempre bello.

    betta ho già scaricato ain’t no mountain high enough da cantare tutte insieme in piedi sul letto. un bacino con lo schiocco sushi.

    Grazie mille. Anche io mi sento a casa qui (e non capita spesso), tolgo il cappello e mi siedo. Se il futuro è una congiura il presente cos’è?

    fata ignorante

    giugno 13, 2008 alle 13:16

  5. non lo so. non mi è mai appartenuto davvero.

    berenger

    giugno 13, 2008 alle 18:03

  6. forse è vendetta, come hai detto tu. O rassegnazione.

    fata ignorante

    giugno 14, 2008 alle 22:58

  7. Grazie di tutto odreì…
    grazie delle 2 fantastiche giornate con voi…

    Ho lasciato un bel post per voi mie piccole amiche :)

    I Love U baby

    La regina deL balletto

    giugno 16, 2008 alle 11:47

  8. reginetta del balletto (L) ti ho lasciato due commenti identici ma splinder non me li visualizza. Se risco a scappare da scuola magari mercoledì ci vediamo. un bacio betta :*

    fata ignorante

    giugno 16, 2008 alle 16:08

  9. Gavin Rossdale dal vivo con Glycerine è un ottimo risveglio. Buona giornata!
    Vlr

    StonedButterfly

    giugno 22, 2008 alle 09:25

  10. Io non leggo quasi mai, ma la faccenda che ognuno di noi su questa terra c’ha una parte la condivido proprio.
    Ora vabbè non ricordo bene, mi pare fosse Pirandello che diceva che la vita è come un grande palcoscenico dove ognuno recita la sua parte.
    Il mio problema è che ho perso il copione, o forse non me l’hanno mai dato e mi è difficile improvvisare.

    sito

    giugno 22, 2008 alle 13:20

  11. Io faccio come Bergonzoni, verseggio e dico cose prive di senso, senza pretese. A volte qualcuno mi ascolta pure, ma io contituo a non prendermi sul serio.
    E nell’attesa di sapere quale ruolo mi spetta, mi Predispongo al Micidiale.

    fata ignorante

    giugno 22, 2008 alle 17:10

  12. Io credo, invece, che tu ti prenda molto sul serio. Che, comunque, non è insensato ciò che dici e che quel qualcuno che ascolta, non sente.
    Vabbè, ti abbraccio.

    unaqualunque

    giugno 24, 2008 alle 08:49

  13. Io mi prendo sul serio quando dico di essere una persona triste e difficile, ma non intendo oggi o domani, intendo triste e difficile sempre e comunque, geneticamente. Mi prendo sul serio quando dico di non riuscire ad amare e forse un po’ anche quando leggo Bukowski. Ma tutte le altre parole sono come aria. Però a me va bene così, credo.
    :*

    fata ignorante

    giugno 25, 2008 alle 12:16

  14. Io dico che si cambia, basta volerlo. Dico che si incontrano persone che possono cambiarci, che possono rendere i giorni migliori e di conseguenza noi, ma dico sempre che basta volerlo. Dico anche bisogna avere forza. L’amore è dentro. Ognuno lo ha dentro, devi solo farlo fiorire, fuori. E basta volerlo.

    unaqualunque

    giugno 25, 2008 alle 14:16

  15. Io dico sempre che le persone non cambiano mai, ma lo dico proprio sempre sempre, però, magari, chi lo sa.

    fata ignorante

    giugno 26, 2008 alle 14:10

  16. Giusto,cambiano le situazioni,ma mai le persone..
    le persone si adattano semplicemente,difficilmente cambiano.
    un bacio mia bella :*

    Bettish

    giugno 27, 2008 alle 11:42

  17. Esatto, quello che dico sempre :) U_U

    fata ignorante

    giugno 27, 2008 alle 12:21

  18. Fata Ignorante.. Stefania?
    Credo tu sia la persona che vedo nel riflesso dello specchio quando troppo spesso faccio finta di impegnarmi in qualcosa.
    Credo tu sia la persona a cui ho aspirato molto, e che ha tanti punti di congiunzione tra se e se stessa che una costellazione sarebbe la sintesi giusta, anche se inesprimibile.
    Sono nella fase Bukowski della mia vita, che non è la vita di tutti, e non so se ne uscirò. E’ un tunnel di rabbia clustrofibico caldo e morbido di cui fatico a fare a meno.
    ‘Perchè non ci svegliamo? Dobbiamo sempre morire nel sonno?’
    Chi ha paura della resa? Io.
    Il corpo è una barriera facilmente violabile, e cavolo, anche io ho talento per l’autodistruzione.
    Ma finchè Kundera scrive per te non avrai davvero così poco amore per te stessa.

    Alice

    febbraio 20, 2010 alle 00:38

    • Non credo di capire, e forse nemmeno di essere. Dalla vita si esce sempre, dalla fase Bukowski un po’ meno. Comunque io (sbalordita) ringrazio, soprattutto quando parli di costellazioni. Stefania.

      fata ignorante

      febbraio 20, 2010 alle 17:14


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